A partire dalle tipiche due o tremila cose che normalmente facciamo durante la giornata e molto spesso contemporaneamente a quelle cose che nel dettaglio ci insegnano molto (come è capitato a me) ma che noi Xena Regine Guerriere ignoriamo con una classe infinita nemmeno stessimo uscendo da un locale sculettando divinamente lasciando tutti a bocca aperta.
Quella tipica nonchalance che ci contraddistingue quando naturalmente non ci vede nessuno e che, improvvisamente sguscia via fuori da noi quando invece siamo circondate da un sacco di gente e ci fa apparire goffe, buffe e chiaramente impedite!
Ecco. Noi riusciamo a evitare certi insegnamenti così.
La Saga del Gesso di cui parla il mio Lui a quanto pare è iniziata per "merito" mio (strano lo dia a me, di solito gli uomini si prendono sempre tutti i meriti!!) quando una tranquilla mattina come tante, mentre organizzavo la gestione giornaliera dopo la colazione, ho avuto la premura di pensare anche al pranzo per la famiglia prima di uscire di casa visto il tempo sempre risicato decidendo così, di preparare il brodo di verdure a nostra figlia, mettere sul piano cottura l'acqua della pasta per Lui e rimaneva da pensare solo a me: hamburger di carne e via!
Problema risolto!
Ma....
C'è sempre un "MA".
Mia figlia, di pochi mesi, era ancora nella fase in cui dove la mettevi stava ma nonostante ciò, iniziava a dare le prime avvisaglie di indipendenza, dunque da un momento con l'altro veloce come una saetta la trovavi poco distante. Ma poco.
Decido così di metterla comoda sopra il divano nell'angolo più profondo e protetto davanti al suo cartone animato preferito ed essendo sola in casa con lei mi dirigo rapida al congelatore per tirare fuori gli hamburger per il mio pranzo.
Sarebbe stato tutto rapidissimo e comodo se non fossero stati congelati l'uno all'altro creando un simpatico lingotto di carne.
Lascio gli hamburger tutti uniti allegramente tra loro sul top della cucina e torno veloce al divano per dare un occhio a mia figlia.
Lei beatamente comoda si gode Masha e Orso.
Molto bene.
Adesso devo solo dividere il lingotto di carne...
Mi guardo intorno e la mia attenzione cade sull'unica cosa che spicca vicino in quel momento per dividere gli hamburger... Un bel coltello lungo in ceramica ben decorato!
Fantastico! Risolvo in breve e pure con stile! Da vera Regina insomma!
Prendo il coltello e cautamente infilo la punta nel primo spiraglio per dividerli piano piano.
Niente.
Riprovo con la massima cautela, con i coltelli si sa, non si scherza!!
Mentre sono attenta e concentrata "vedo" con la mente mia figlia sul divano. Da sola.
Cazzarola! Devo darmi una mossa!
Visto i pochissimi progressi decido di schiacciare un po' sull'acceleratore e uso più forza per far prima.
Si divideranno adesso, no?!
Distratta mentalmente e un po' di fretta involontariamente metto la mano libera sugli hamburger dalla parte opposta del coltello per poter far più forza e, improvvisamente, il coltello cosa fa?
E dove va?!?!
Al centro degli hamburger dividendoli?
Nooooo.
Scappa sul top della cucina graffiandolo? Ma ovviamente no.
E allora dove va questo bellissimo coltello lungo affilato e quasi mai utilizzato?!?!
Ma naturalmente nella carne!!
Scivolando si accomoda in un istante a pochi centimetri sotto il mignolo trapassando sì la carne, ma la mia.
Mi accorgo del malfatto solo perché il coltello rosso e decorato di bianco è diventato rosso. TUTTO rosso ma, con una bimba poco più che neonata in casa l'ultima cosa da fare (oltre ad usare coltelli affilati di fretta) è perdere la calma.
"Sangue freddo" mi dico.
Mi giro e sangue ovunque minchia!
Corro in bagno dall'altra parte della casa per mettere la mano sotto l'acqua (perché il rubinetto della cucina a mezzo metro non andava bene eh?!) e piazzo sotto il getto la lacerazione in attesa che non sanguini più.
Certo... Come no...
Dopo qualche minuto di acqua rossa chiudo il rubinetto e decido di fasciarmi direttamente la mano nella speranza di arginare il danno.
Tanto devo uscire, aspetto che arrivi la mia amica per andare a fare una rilassante colazione insieme per iniziare bene la giornata e sarei passata dopo in farmacia... In fondo basta una garza ben stretta e tutto si sistema.
Si.
Facciamo colazione.
Andiamo in farmacia, faccio vedere il taglio e quasi mi fanno un applauso per la perfetta precisione.
Merito del coltello "penso io".
Chiedo se è un taglio da pronto soccorso quasi con vergogna perché era comunque piccolo, circa due dita, e mi dicono che è un bel taglio sì ma non da ps.
Bene cosi!
Usciamo da lì, con dei cerottini cicatrizzanti a mo' di punti in tasca.
La mia amica con infinita pazienza mi disinfetta e applica questi teneri cerottini che parevano piccoli paletti di fronte ad una diga (semi aperta) e ci dirigiamo verso il centro commerciale per il quale avevamo organizzato l'uscita. Con la mia auto quel giorno. E naturalmente guido io.
Non faccio fatica, solo uso cautela.
Ancora?!?! Forse non è la mattina giusta per usare cautela!
Arriviamo, facciamo la spesa e in tutto ciò non sento neanche tanto dolore...solo bruciore ma sopportabile ecco.
Rientriamo a casa (ovviamente per pranzo) e trovo mio marito.
Non gli avevo detto nulla per non agitarlo (ma soprattutto per evitare i soliti "Te l'avevo detto") mi guarda un attimo e mi dice "Ecco perché sangue ovunque. Ti sei tagliata tu"
Non mi ero resa conto al momento di aver lasciato tracce visibili dalla cucina al bagno, avendo una cagnolona anziana in casa Lui credeva fosse stata lei.
Gli spiego vaga cos'era capitato e gli chiedo un'aiuto per disinfettante e cambiare i punti adesivi.
Ma prima mangiamo.
Dopo tutto questo traffico almeno godermi il pranzo!
Abbiamo appena finito e in vita mia non ho mai avuto alcuna reazione davanti al sangue ma appena apre la fasciatura e toglie i cerottini vedo la "stigmate" e sento contemporaneamente nausea e cedimento alle gambe.
Quasi svengo insomma...
Una pera cotta in pratica. Autostima sotto i piedi.
Senza "se" o "ma" piazziamo la pupa e mi porta al pronto soccorso.
Punti, anestesia x darmeli che avrei preferito i punti direttamente dal bruciore che mi ha fatto l'anestesia, antitetanica e per non farmi mancare nulla quel giorno, una bella figura dimmmmmerda con l'ultimo infermiere addetto all'antitetanica che (simpatico come un dito nell'occhio quando ti bruciano) mi dice quasi sgridandomi "adesso si abbassi i pantaloni che le devo fare la puntura"
Al momento resto spiazzata perché fino a poco prima con il personale giovane si era riso e scherzato durante la seduta di "taglia e cuci" dunque sorridendo gli dico "Ma davvero o scherzi?" lui mi guarda come se avessi due teste e poi risponde "Perché dovrei scherzare?! Deve fare l'antitetanica oppure no?" io a disagio perché mi da del "LEI" pur essendo coetanei e perché è sceso di botto un gelo polare nella sala rispondo sempre con un sorriso "Certo che la devo fare ma l'ultima volta che mi hanno detto di abbassare i pantaloni con quel tono per farmi una puntura sul sedere avevo 6 anni!"
Non volevo farlo incazzare troppo comunque, se il coltello dalla parte del manico l'avevo io al mattino, in quel momento la siringa dalla parte dello stantuffo ce l'aveva lui.
Beh, in conclusione, se il "merito" del gesso del mio Lui parte tutto da qui, faccio sparire ogni oggetto contundente o potenzialmente pericoloso dalla casa perché sono sempre stata un po' maldestra con gli incidenti domestici ma non ho mai pensato di scatenare un susseguirsi di eventi tali da ingessare un piede a mio marito, anche perché al limite, se proprio avessi questo potere, lo userei diversamente e non con un danno dove mi carico in toto della gestione familiare ecco.
Vi vorrei raccontare anche di quella volta con la caffetteria da 9 sul fuoco, il caffè BOLLENTE appena venuto su...
Ma vi ho trattenuto abbastanza per oggi, ve lo racconto nel prossimo articolo!

Nessun commento:
Posta un commento